Quanto vale la vita di un bracciante

Quanto vale la vita di un bracciante?

A Gioia Tauro, Calabria, Italia, nel 2018 vale due euro l’ora.

Senza nessun rispetto delle condizioni minime di lavoro e chi lotta per difendere i diritti dei braccianti agricoli viene ucciso a fucilate.

Così è morto il 2 Giugno Soumayla Sacko, 29 anni, sindacalista dell’USB, unione sindacale di base.

Ucciso mentre cercava delle lamiere per la baraccopoli vicino a Rosarno, la stessa che il 27 gennaio era andata a fuoco e dove aveva trovato la morte Becky Moses, 26 anni che non aveva fatto in tempo ad uscire dalla sua capanna di plastica e legno.

Per questo si cercano lamiere, per resistere al fuoco.

Oggi mentre ero in ospedale a trovare un amico ho conosciuto Gino un vecchietto di 97 anni suo compagno di stanza.

Il mio amico mi ha detto subito “vedrai che ti racconterà della guerra” e cosí è stato. Ci ha  raccontato di quando a 24 anni è stato deportato e costretto a lavorare in una zuccheriera, senza cibo e senza paga. Costretto a fare avanti e indietro dalle fornaci ai magazzini refrigerati fino a quando non si è ammalato, come tutti i suoi commilitoni e di come per miracolo, mentre i suoi compagni morivano intorno a lui, sia riuscito a guarire.

Ha detto, non potete neanche immaginare cosa voglia dire lavorare così duramente senza avere niente, ma per fortuna adesso non succede più.

Già Gino, per fortuna adesso non succede più, vero?

 

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