mille papaveri rossi

Oggi è il 25 aprile, ancora per qualche manciata di minuti almeno.
Ho pensato tanto a cosa scrivere su questo giorno, che cosa disegnare.

Avevo deciso di parlare di qualche partigiano e stamattina, come da qualche mattina a questa parte, ho guardato un po’ di video interviste a questi uomini e donne che con le loro gesta e le loro scelte hanno cambiato la Storia del nostro paese.

Ho guardato gli occhi di queste persone ormai anziane; gli occhi delle persone anziane mi fanno impazzire, hanno occhi liquidi in cui puoi navigare mentre ascolti i loro racconti.

Ho ascoltato le loro storie, giovani e giovanissimi che hanno aiutato la resistenza nei modi più vari e variopinti; che hanno sofferto la fame, che hanno avuto paura di morire, che ci hanno regalato la libertà.

Il valore che diamo più per scontato.

La libertà di alzarci la mattina, di andare a lavorare, di mangiare, di tornare a dormire con la consapevolezza di poterci alzare e riprendere la nostra vita.

Questa è la libertà che ci hanno regalato, la libertà di vivere.

E adesso vorrei scrivere un fiume di parole su come questa libertà piano piano ci venga tolta e di come invece di lottare perché questo non avvenga ognuno raccoglie la propria rabbia per sputarla addosso agli altri e sul fatto che se non lottiamo per noi figuriamoci se lottiamo per gli altri che già questa libertà non ce l’hanno più.

Ma non ho voglia, adesso.

Adesso è ancora il 25 aprile, ancora per qualche manciata di minuti e voglio ricordare gli occhi dei partigiani.

 

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